Dal punto di vista morfologico, il corpo dello Sfagno può essere descritto distinguendo tre regioni principali:
piede, corpo e testa, ciascuna caratterizzata da specifiche funzioni e da un diverso grado di attività fisiologica.
Questa suddivisione, pur non corrispondendo a veri organi botanici, consente di comprendere meglio l’organizzazione della pianta
e il suo adattamento agli ambienti saturi d’acqua in cui vive.
Piede
Nel genere Sphagnum il cosiddetto piede non è un vero organo di ancoraggio, ma corrisponde alla porzione basale del gametofito.
Questa parte rappresenta la porzione più antica della pianta e, con il passare del tempo, va incontro a morte e parziale decomposizione.
A differenza di molti altri muschi, lo Sfagno adulto non possiede rizoidi, per cui il piede non svolge una funzione di fissazione al substrato né di assorbimento diretto.
La sua importanza è soprattutto ecologica e strutturale: i tessuti morti si accumulano in ambiente saturo d’acqua e povero di ossigeno,
contribuendo alla formazione della torba.
Il piede costituisce quindi una base di sostegno passivo su cui si sviluppano le parti vitali della pianta.
Corpo
Il corpo dello Sfagno corrisponde al fusto (cauloide) con i rami laterali.
Il fusto cresce verticalmente ed è caratterizzato dalla presenza di rami disposti in fascicoli, alcuni più pendenti e altri divergenti.
Sia il fusto sia i rami sono rivestiti da piccole foglie (filloidi) prive di nervatura centrale.
Dal punto di vista anatomico, il corpo dello Sfagno è altamente specializzato: i tessuti sono costituiti da una combinazione di cellule clorofilliane vive, responsabili della fotosintesi, e cellule ialine morte, ampie e porose, capaci di assorbire e trattenere grandi quantità d’acqua.
Grazie a questa struttura, il corpo dello Sfagno svolge un ruolo fondamentale nella conduzione capillare dell’acqua, nel mantenimento dell’umidità dell’ambiente e nel sostegno meccanico dell’intero gametofito.
Testa
La testa, detta anche capitulum, è la porzione apicale dello
Sfagno e rappresenta la zona di crescita attiva.
È formata da rami giovani molto ravvicinati, che conferiscono alla pianta il tipico aspetto compatto e cuscinetto.
All’interno della testa si trova il meristema apicale, responsabile dell’allungamento continuo della pianta verso l’alto, mentre le parti inferiori muoiono progressivamente.
Questa regione è la più attiva dal punto di vista fisiologico: qui avvengono intensamente la fotosintesi e l’assorbimento dell’acqua.
Inoltre, nella testa si sviluppano spesso gli organi riproduttivi, rendendola anche il centro funzionale della riproduzione sessuata.
Nell'immagine che segue, possiamo vedere la rappresentazione morfologica di un filamento di Sfagno.
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