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Nella sotto-sezione precedente, abbiamo visto come le protocarnivore (pur attirando e catturando le prede) non siano in grado
autonomamente di scindere dalla preda tutti quegli elementi utili per la propria crescita.
Nonostante cị, riescono con all'aiuto di eventi naturali o con la collaborazione di piccoli animaletti, ad assimilare tutte quelle sostanze in modo da compensare la scarsità nutritiva dei terreni sui quali vivono. Prendiamo ad esempio la Roridula, una pianta cespugliosa le cui lunghe foglie sono interamente ricoperte da ghiandole che secernano una sorta di sostanza collosa simile alla resina. Gli insetti, attirati dal scintillio delle gocce di colla, vi rimangono invischiati senza via di scampo. Le prede coś catturate, non potendo peṛ essere digerite direttamente dalla pianta, sono destinate a marcire mettendo a rischio la vita della pianta stessa. Particolari insetti, come a esempio i Roridulae di Pameridea, grazie alle loro lunghe zampe riescono a scorrazzare lungo la foglie di questa protocarnivora senza rimanervi invischiati, provvedendo a "ripulire" la pianta nutrendosi delle prede catturate; la pianta assorbe poi gli elementi nutritivi ricavati dagli escrementi di questi piccoli insetti. Altre piante sfruttano invece alcuni agenti atmosferici come l'acqua. E' il caso della Catopsis berteroniana una pianta epifita appartenente alla famiglia delle bromeliaceae Grazie alla particolare conformazione la pianta accumula al centro della rosetta tra una foglia e l'altra, l'acqua piovana dove gli insetti vengono attirate e trovano la morte per annegamento. Le prede vengono quindi attaccati e digerite da batteri presenti nell'acqua, in questo modo la pianta riesce ad assimilare i liquidi putrefatti. |