Per sopperire alla scarsa presenza dell'azoto nei luoghi in cui vivono, le piante carnivore
hanno escogitato nella loro evoluzione, tecniche di cattura per intrappolare gli insetti, da cui traggono
l'azoto di cui hanno bisogno per sopravvivere.
Le loro foglie hanno subito incredibili metamorfosi trasformandosi in micidiali ed infallibili trappole.
Ogni insetto che viene catturato dalle graziose pianticelle, non ha praticamente via di scampo,
è quasi impossibile liberarsi dalle trappole delle carnivore.
Le differenze morfologiche dell'organo di cattura (la "trappola") consentono anche il riconoscimento
delle specie.
Le trappole possono essere raggruppate nelle categorie seguenti:
. tagliola
. colla con ghiandole invisibili
. colla con ghiandole ben visibili
. ascidio
. altre
Inoltre, possono essere classificate in due ulteriori categorie:
. attive
. passive
Le prime, sono quelle trappole che utilizzano un sistema che potremo definire meccanico
(tagliole o minuscole sacche che si chiudono a scatto).
Le seconde, sono trappole cosparse di colla o strutturare in modo tale che l'insetto
vi cada al suo interno: insomma non sfruttano nessun tipo di movimento.
Prima di prendere in esame il funzionamento di ogni singola trappola, vediamo qui sotto una
tabella che riporta per ogni specie il tipo di trappola (attiva o passiva)
| Gruppo | Tipo di trappola |
| Aldrovanda | Attiva |
| Cephalotus | Passiva |
| Darlingtonia | Passiva |
| Dionaea | Attiva |
| Drosera | Passiva |
| Nepenthes | Passiva |
| Pinguicola | Passiva |
| Sarracenia | Passiva |
| Utricularia | Attiva |