I fiori della Dionaea muscipula non sono autoimpollinanti, quindi in questa sezione vedremo come procedere manualmente alla loro fecondazione.
Tutti abbiamo osservato almeno una volta, il fiore della Dionaea muscipula, ne vediamo alcuni nella fotografia che segue.
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Per poter impollinazione manualmente il fiore della Dionaea muscipula, è indispensabile conoscere per prima cosa la struttura anatomica di questo fiore, per poter identificare e riconoscere gli stami (organi maschili atti alla produzione del polline) e lo stigma (organo femminile).
Nella fotografia qui sotto, li vediamo chiaramente indicati dalle frecce rosse.
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Inoltre è indispensabile sapere che i fiori della Dionaea muscipula come del resto quelli di moltissime altre piante, sono monoici cioè fiori che presentano si gli organi riproduttivi maschili (stami), sia quelli femminili (stigma).
Inoltre per evitare pericolose autoimpollinazioni, con il risultato di generazioni di piante anomale, i fiori di questa pianta presentano una “dicogamia fiorale” ovvero la maturazione delle antere (parte finale degli stami) e dello stigma avviene in due momenti differenti.
L’apparato maschile (antere/stami) matura normalmente il primo giorno di apertura del fiore.
In questa fase che chiameremo “fase maschile”gli stami sono eretti e ben visibili agli insetti impollinatori, mentre lo stigma è ancora privo della parte abilitata alla ricezione del polline.
Il giorno successivo, che chiameremo “fase femminile” è la volta dello stigma che presenta una leggerissima peluria al sua sommità: la parte ricettiva del polline.
Gli stami invece si allargano adagiandosi sui petali, in modo da evitare che granelli di polvere ancora parzialmente fertili, possano depositarsi involontariamente sullo stigma.
Ovviamente l’apertura dei fiori presenti sul singolo stelo avviene in sequenza in modo da avere più fiori in “fase maschile” e ”fase femminile” aperti contemporaneamente.
Nella fotografia seguente si può vedere sullo stesso stelo, un fiore in “fase maschile” ed uno in “fase femminile”.
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Ora che abbiamo imparato a riconoscere gli organi riproduttivi del fiore ed i loro periodi di fertilità, possiamo procedere alla sua impollinazione utilizzando due differenti tecniche
1° tecnica: prendiamo un cotton fioc, ed inumidiamo un'estremità con dell'olio di oliva.
Delicatamente raccogliamo il polline presente sugli stami di un fiore in “fase maschile” (è sufficiente appoggiare il cotton fioc su di uno di questi) e con altrettanta delicatezza, strofiniamo l'estremità del cotton fioc intrinseco di polline sullo stigma di un fiore in “fase femminile”. .
Ripetiamo l'operazione più volte raccogliendo nuovo polline da altri stami.
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2° tecnica: questa tecnica è possibile solamente se si dispone di almeno due fiori.
Prendiamo due fiori con fasi di maturazione differenti e strofiniamo il loro interno uno contro l'altro, in modo che il polline presente sugli stami, vengano a contatto con gli stigma.
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Indipendentemente dalla tecnica utilizzata, per verificare se l'impollinazione è avvenuta correttamente, e necessario attendere qualche giorno.
Se nei giorni successivi i petali si avvizziscono ed il fiore appassisce è segno che la fecondazione è andata a buon fine.
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Dopo circa una settimana è possibile notare un lieve rigonfiamento dell'ovario, al suo interno i semi hanno iniziato la fase di sviluppo.
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Ora, non ci resta altro che attendere la completa maturazione dei semi (circa 30-60 giorni) che estrarremo incidendo l'ovario ormai secco.