Impianto Co2 per paludario




La CO2 (anidride carbonica) è essenziale per la crescita delle piante in un acquario, poiché è uno dei principali nutrienti di cui le piante hanno bisogno durante il processo di fotosintesi.
Ecco alcune delle utilità della Co2 in un acquario per le piante:
Fotosintesi:
Le piante utilizzano la Co2 durante la fotosintesi per produrre glucosio e ossigeno.
La luce solare fornisce l'energia necessaria per questo processo, mentre la Co2 è uno degli ingredienti fondamentali.
Crescita più veloce:
Fornire una quantità adeguata di Co2 può accelerare la crescita delle piante nell'acquario.
Questo è particolarmente importante in acquari piantumati, dove le piante svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento di un ambiente equilibrato.
Migliora la salute delle piante:
Le piante ben fornite di Co2 tendono ad essere più robuste e più resistenti alle malattie.
Una concentrazione ottimale di Co2 può contribuire a prevenire carenze nutrizionali nelle piante.
Bilancio del pH:
La Co2 può influenzare il livello di pH nell'acquario.
La sua presenza può abbassare il pH, ma è importante mantenere un equilibrio per evitare variazioni eccessive che potrebbero essere dannose per gli organismi acquatici.

In questa pagina vedremo come creare un impianto erogatore di Co2 fai date utilizzabile ad esempio in un paludario dove nella zona acqua coltiviamo piante carnivore acquatiche.
Dividerò questa pagina 4 passaggi, il primo riguarderà la realizzazione dell’impianto Co2, il secondo riguarderà la realizzazione di un automizzatore Co2, nel terzo passaggio vedremo la preparazione del composto per la produzione della Co2, mentre l'ultimo passaggio spigherà l'assemblaggio di quello reaòlizzato nei primi tre passaggi.
In sintesi nell'immagine che segue, il progetto completo che andremo a realizzare.



1° passaggio - Realizzazione impianto Co2 - materiale occorrente:

Bottiglia in plastica
Utilizzare una bottiglia per bibite gassate, consiglio la coca cola o comunque una bottiglia resistente progettata per reggere pressioni importanti.


Altri tipi di bottiglie potrebbero non reggere la pressione della CO2 e quindi non sono adatte al nostro caso.
Deflussore per flebo
Facilmente reperibile in farmacia per pochi Euro.


Colla a caldo
Punteruolo in ferro

La realizzazione dell'impianto Co2 è molto semplice e richiede veramente pochi passaggi.
Il primo step prevede un po’ di manualità e un punteruolo in ferro.
Arroventare la punta del punteruolo utilizzando la fiamma di un fornello e creiamo un foro al centro del tappo.
La dimensione del foro dipenderà ovviamente dalla grandezza del tubo del deflusore.


Prendiamo il deflussore della flebo e inseriamo lo spiker perforatore nel foro praticato nel tappo.
Per ottenere un saldatura perfetta dello spiker perforatore al tappo, è indispensabile fissarlo utilizzando della colla a caldo, sia internamente che esternamente al tappo stesso.
Grazie alla composizione chimica della colla è possibile evitare dispersioni di CO2 una volta che si creerà all'interno della bottiglia.


Tagliamo il connettore Luer Lock che si trova dall'altro capo del deflussore... per questo progetto non serve.
Al suo posto collegheremo successivamente l'automizzatore Co2.
L'ultimo step prevede l'inserimento di acqua all’interno della camera di gocciolamento che farà da conta-bolle.
Chiudere quindi la rotella regolatore di flusso, inserire la punta dello spiker perforatore e in acqua schiacciando e rilasciando più volte la camera di gocciolamento.
In questo modo l’acqua viene aspirata all'interno della camera di gocciolamento la quale dovrà essere riempita per metà del suo volume.

2° passaggio - Realizzazione Automizzatore Co2 - materiale occorrente:

1 Siringa da 5 mL


Cotone idrofilo
Taglierino
Carta vetrata fine
Acetone

Con un batuffolo di cotone imbevuto di acetone per unghie, puliamo la superficie esterna della siringa per togliere le scritte stampate, lasciando poi il tutto per circa una mezz'ora in una zona arieggiata onde favorire l'evaporare dell'acetone.


Con un taglierino riscaldato sulla fiamma di un fornello, tagliamo a metà la siringa, avendo cura di rimuovere lo stantuffo prima di iniziare questa operazione.


Levighiamo la parte tagliata togliendo eventuali sbavature con carta vetrata fine.
Prendiamo un bel pezzo di cotone idrofilo econ l'aiuto dello stantuffo, spingiamolo dentro la parte di siringa rimasta (quella con il beccuccio dell'ago) fino a quando questa sarà riempita per circa tre quarti... l'importante è pressare molto bene, più il cotone è pressato, più la Co2 faticherà a passarlo e quindi le bolle di Co2 in uscita saranno più piccole.


Rimuovere dallo stantuffo il tappo di gomma nero e con un paio di forbici ne asportiamo la parte centrale.




Inseriamo il tappo forato nella siringa pressandolo contro il cotone, questo per mantenere fermo il cotone.
Il nostro atomizzatore Co2 è pronto.



Questo tipo di atomizzatore Co2 è ottimo per avere piccole bolle di Co2, talmente piccole che si dissolvono nell'acqua molto prima di arrivino alla superficie.

3° passaggio - preparazione del composto per la produzione della Co2 - materiale occorrente:

Quantità di ingredienti per una bottiglia da 1 litro.

140 ml d'acqua
280 gr. Zucchero
2 cucchiai di colorante per alimenti
2 chicchiaini di bicarbonato di soia.
8 gr. colla di pesce
8 gr. lievito di birra

Ammorbidiamo 8 gr. di colla di pesce ridotta a pezzetti in un bicchiere con qualche dita di acqua.
In una casseruola portiamo a bollore a fiamma viva 140 ml. di acqua.
Poco prima dell'ebollizione, abbassiamo la fiamma e incorporiamo i 280 gr. di zucchero mescolando continuamente fino a quando l'acqua risulta essere trasparente.
Togliamo dal fuoco il composto ed aggiungiamo 2 cucchiai di colorante mescolando bene.
L'uso del colorante non è obbligatorio, servirà solamente per verificare a colpo d'occhio la quantità di gelatina rimanente all'interno della bottiglia durante la formazione della Oc2.
Aggiungiamo la colla di pesce ammorbidita in precedenza, amalgamando il tutto.
Versiamo il composto nella bottiglia riponendola in frigorifero in posizione verticale per circa 3-4 ore.
Trascorso tale tempo, in mezzo bicchiere d'acqua a temperatura ambiente stemperiamo gli 8 gr. di lievito di birra e i 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio.
ATTENZIONE: importante è la temperatura dell'acqua... se troppo fredda o troppo calda, si rischia di uccidere i batteri del lievito.
Versiamo il composto ottenuto nella bottiglia e se tutto è stato eseguito correttamente gli strati di gelatina e dell'acqua con il lievito, rimarranno ovviamnete separati.
Versate altra acqua nella bottiglia, in modo che la bottiglia rimanda divisa in tre parti uguali tra gelatina, acqua+lievito ed aria.
Non preoccupiamoci più di tanto nel calcolare la quantità di acqua in cui far sciogliere il lievito, una maggiore concentrazione di quest'ultimo farà soltanto iniziare la reazione prima, una scarsa concentrazione la ritarderà... è quindi solo una questione sul tempo di attivazione della Co2.

4° passaggio - Assemblaggio e messa in opera

Chiudiamo la bottiglia con al suo interno il preparato per la Co2 ed avvitiamo il tappo dove è stato fissato lo spiker perforatore.
All'altra estremità del tubicino in plastica, colleghiamo l'atomizzatore Co2.
Posizioniamo la bottiglia nelle vicinanze del nostro paludario e l'atomizzatore Co2 all'interno della zona acqua del paludario.
Allentiamo la rotella regolatore di flusso (più verrà allentata e più bolle di CO2 arriveranno al paludario).
La produzione di Co2 inizierà nel giro di un 2-3 di ore, solo allora vedremo formarsi delle piccole bolle all'interno della camera di gocciolamento e in uscita dall'atomizzatore Co2.
Quando noteremo che la gelatina all'interno della bottiglia si sta esaurendo (ecco il motivo di utilizzare il colorante) svuoteremo la bottiglia preparando una nuova miscela.
Nell'immagine che segue, l'impianto Co2 terminato.


Nel video seguente, il test dell'impianto Co2 in funzione.




Nel video seguente, il funzionamento dell'impianto Co2 in un mio paludario, usando una pietra porosa in sostituzione dell'atomizzatore Co2.