I semi

Come già visto nella sezione "La riproduzione", uno dei metodi più utilizzati per propagare una pianta e quello della semina.
Il seme è il risultato di un ovulo trasformato dopo essere stato fecondato.
La poca acqua presente al suo interno, fa sì che la maggior parte di essi possono essere tranquillamente conservati per lunghi periodi, una sorta di letargo prima di germinare.
Le dimensioni dei semi delle piante carnivore variano a seconda dalla specie cui appartengono (vedi foto sotto); dai più grossi "C" = Ibicella lutea di dimensione medie "B" = Sarracenia purpurea ssp. venosa a quelli infinitamente minuscoli "A" = Drosera intermedia.


Indipendentemente dalle sue dimensioni, il seme è composto essenzialmente da tre parti ben distinte.
Nella foto che segue è stato sezionato un seme di Ibicella lutea sfruttando le sue grandi dimensioni, farlo con semi ed esempio di Drosera sarebbe stato praticamente impossibile.


Vediamo quindi in dettaglio le parti che compongono un seme.

L'embrione: è la parte principale del seme, il cuore del seme dal quale prenderà vita la nuova pianta.
Guardando attentamente l'embrione, si può notare un abbozzo della futura radichetta (nella foto segnata dalla freccia).



Il tessuto nutritivo: è composto di sostanze vegetali con le quali si nutre l'embrione durante il suo sviluppo.

Il tegumento: e il rivestimento esterno che protegge le parti vitali del seme dagli agenti esterni e garantisce la fase di dormienza fino al periodo della germinazione, per evitare che questa avvenga in condizioni ambientali non idonee.