Costruire un terrario "classico"


In questa sezione, vedremo come costruire un piccolo terrario dove riporre le nostre piante carnivore tropicali che non necessitano del riposo invernale..

Il contenitore

Per la costruzione del terrario, possiamo utilizzare delle lastre di vetro o di plexiglas che uniremo con del silicone anti-muffa formando un recipiente a forma di parallelepipedo; due ulteriori lastre fungeranno da coperchio e da fondo.
Non mi soffermo ulteriormente su come si costruire il recipiente, poichè personalmente consiglio di acquistare un piccolo acquario, se ne possono trovare di tutte le misure e di tutti prezzi, sia in vetro che in plexiglas.
Fatta questa premessa, procediamo ad attrezzare il nostro terrario dando per scontato di aver acquistato un acquario con il suo coperchio.
Nella foto che segue, vediamo il contenitore che trasformeremo in terrario con il suo coperchio.


Avrete notato che sulla destra si vede un foglio di plexiglas il cui impiego sarà spiegato più avanti; per il momento diciamo solamente che la sua dimensione dovrà essere di qualche centimetro più grande del bordo del terrario.

La luce

La luce solare è un elemento fondamentale per la fotosintesi clorofilliana di qualsiasi vegetale, per cui dobbiamo necessariamente attrezzare il nostro terrario con apposite lampade che producono un tipo di luce che più si avvicina a quella emessa dal sole.
Stiamo parlando dei neon a spettro solare; ve ne sono in commercio di varie marche, dimensioni e potenza.
Per illuminare il mio terrario, ho utilizzato le Visi-Lux Sun da 11 Watt. (vedi foto sotto).


Le dimensioni, la potenza ed il numero delle lampade da utilizzare, dipendono ovviamente delle dimensioni del terrario.
Qui sotto riporto per maggior chiarezza le caratteristiche della Visi-Lux Sun, ricordandovi inoltre che un neon non dura in eterno, ma dovrà essere sostituito mediamente ogni sei mesi (anche se ai nostri occhi sembra che emetta la stessa luce di quando lo abbiamo comperato).


Decisa la potenza espressa in watt dei neon da utilizzare nel ternario, possiamo calcolarne il consumo (espresso in euro) che andrà ad incidere sulla nostra bolletta.
Esiste una semplice formula matematica che ci viene in aiuto... vediamola.
Attribuiamo alle seguenti variabili questi valori:
A = Watt dei neon.
B = Ore di accensione giornaliera.
C = Numero di giorni per i quali vogliamo calcolare il consumo.
D = Costo in euro che la società erogatrice ci addebita per ogni KWh (questo dato lo si può ricavare dal dettaglio della bolletta.
Il costo in euro sarà quindi (A * B * C) / 1000 * D
Facciamo un esempio… installo due neon per un totale di 80 Watt, li lascerò accesi per 12 ore al giorno. La società erogatrice di energia elettrica mi addebita come da contratto, 0,14 euro al KWh.
Il costò in un mese (30 giorni) questo sarà:
(80 * 12 * 30) / 1000 * 0.14 = 4,03 euro

L'impianto elettrico

Vediamo ora come collegare i neon alla rete elettrica.
Per prima cosa diciamo subito che questo tipo di lampada necessita di un congegno di accensione che permette al gas presente al suo interno di illuminarsi.
Anche in questo caso, ve ne sono in commercio di svariati tipi, dovete solamente acquistarlo con delle caratteristiche ben precise e tali da poter alimentare il neon che utilizzeremo.
Nella foto sotto, a sinistra, vediamo uno dei tanti gruppi di accensione venduti in commercio e compatibile con le caratteristiche della Visi-Lux Sun, mentre sulla destra, sono indicati dalle frecce i punti dove dovranno essere collocati i file della rete elettrica.


Attenzione: si dovranno acquistare tanti gruppi di accensione, uno per ogni lampada che installerete nel terrario.
L'intero impianto elettrico, sarà alloggiato all'interno del coperchio che verrà foderato con della carta stagnola utilizzata come superficie riflettente in modo da aumentare la quantità di luce emessa dal neon.
Inoltre è buona norma interporre tra la rete elettrica ed il gruppo di accensione un piccolo fusibile (va bene da 1A) a salvaguardia dell'impianto elettrico della vostra casa in caso di cortocircuito.
Per chiudere il discorso illuminazione, potete consultare nella foto sotto, il disegno dell'impianto elettrico.


A questo punto ritorna in gioco il foglio di plexiglas visto all'inizio della sezione.
A lavoro ultimato, dovrà essere inserito tra la vasca ed il coperchio in modo da evitare che l'umidità che si verrà a creare all'interno, entri in contatto con l'impianto elettrico posto sotto al coperchio.
Nella foto sotto possiamo vedere l'impianto elettrico ultimato.


La temperatura

Sappiamo benissimo che le piante carnivore originarie delle zone tropicali hanno bisogno di temperature sicuramente superiori a quelle che troviamo nelle nostre abitazioni durante i mesi invernali.
Dovendo ricreare quindi una buona temperatura e non potendo sfruttare altresì quella della stanza nella quale sistemeremo il terrario, dobbiamo avvalerci di un termo-riscaldatore per acquari.
Nella foto sotto, vediamo il termo-riscaldatore da me utilizzato (marca "NewAttino").


Il suo utilizzo è molto semplice: posizionate sul fondo del terrario una bacinella di vetro contenete una certa quantità d'acqua.
Immergete completamente il termo-riscaldatore che tarato automaticamente a 26° dal costruttore, tenderà a riscaldare l'acqua che farà aumentare la temperatura interna del terrario.

L'umidità

Ecco un altro elemento fondamentale che dovrete tenere sempre in considerazione per una corretta crescita delle vostre piante.
La soluzione è molto semplice... ancora lui, il termo-riscaldatore.
L'acqua presente nella bacinella, riscaldandosi tende ovviamente ad evaporare formando così all'interno del terrario un buon tasso di umidità.
Si può comunque utilizzare anche un semplice spruzzino per nebulizzare le pareti interne del terrario e le piante, agevolando così la formazione di umidità
La temperatura e l'umidità all'interno del terrario, possono essere variate semplicemente aprendo o chiudendo il coperchio in modo da consentire o bloccare il ricircolo d'aria.
E' consigliato comunque per evitare l'insorgere di muffe pericolose, aprire il terrario per qualche minuto almeno una volta al giorno.

Strumenti

Per avere sempre sotto controllo la temperatura e tasso di umidità presente all'interno del terrario, potete equipaggiarlo inserendo al suo interno un comune termometro ed un misuratore di umidità. (vedi foto sotto).


Questo è tutto ciò che serve per la realizzazione di un buon terrario, anche se può essere sicuramente migliorato.... largo alla vostra fantasia.
Nella foto sottostante, potete vedere uno dei miei terrari costruito con le tecniche illustrate in questa sessione, ospitante una Nepenthes ed alcune Drosere tropicali.


A dimostrazione del buon funzionamento, si può notare nei prossimi due ingrandimenti la temperatura (29°) e la percentuale di umidità (85%) presenti all'interno del terrario, condizioni climatiche che garantiscono sicuramente un corretto e sano sviluppo delle piante carnivore tropicali.