Nella sezione "La riproduzione", abbiamo visto che alcune piante carnivore per produrre semi, hanno bisogno di essere sottoposte
ad impollinazione da parte di eventi esterni (insetti, vento, intervento umano, ecc.).
Altre invece, le ermafrodite, provvedono in maniera del tutto autonoma alla propria fecondazione, per questo motivo vengono anche chiamate "autoimpollinanti".
Tutti sappiamo come in natura avviene la classica impollinazione: un insetto raccoglie il polline dagli stami da un fiore e lo deposita sugli stigmi
di un altro, innescando così il processo di fecondazione.
Per le piante carnivore che producono fiori autoimpollinanti, il processo avviene invece grazie alla loro struttura anatomica.
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Osservando attentamente la fotografia , possiamo notare che gli stami (apparato maschile) e gli stigmi (apparato femminile) sono posizionati all'estremità
di piccoli steli cha hanno la caratteristica di avere tutti più o meno la stessa lunghezza.
Alla prima apertura del fiore, gli steli si distendono fino ad assumere una posizione quasi parallela e molto ravvicinata fra di loro.
Nel momento in cui il fiore si chiude con l'arrivo del tramonto, avviene la fecondazione.
Quando il fiore si chiude, i petali spingono gli stigmi contro gli stami, che rilasciando il polline di cui
sono ricoperti, innescano la fecondazione del fiore per contatto.